Tribuna titola con una notizia che gli altri giornali non riportano: “Raccolta di firme dei delegati e mozione per convincere il Segretario a restare – Valentini ci ripensi”. Siamo a 24 ore dall’apertura del Congresso DC e, dopo l’annuncio di tre giorni prima dello stesso Valentini di non ricandidarsi alla Segreteria del Partito, se l’indiscrezione del giornale fosse confermata, ci troveremmo di fronte ad un’iniziativa inedita, di forte impatto e gravida di conseguenze. Si legge che: “a questo colpo di scena, tutti stanno lavorando”. Di fronte ad un atto preventivo di condivisione plebiscitaria di una linea politica e di una forte attestazione di affetto, stima e apprezzamento per le doti, anche umane, che i delegati gli riconoscono e invocano, sarebbe difficile per Valentini non recedere dalla sua decisione, che avrebbe l’effetto di esaltare, anche all’esterno, l’unità e la compattezza del Partito. Ora, anche se mettere il naso in casa degli altri è antipatico e indelicato, qualche interrogativo su cui riflettere si pone. Interrogativi che discendono da quanto è avvenuto nell’ultimo mese e non un secolo fa, nella DC. Si comincia con la clamorosa denuncia pubblica di Clelio Galassi sul complotto ai suoi danni per la designazione alla Reggenza che imputa alle manovre del duo Gatti-Podeschi, ansiosi di dimostrare chi comanda nel Partito. Si prosegue con la bocciatura in Consiglio di un o.d.g. di maggioranza in materia economica da parte di franchi tiratori che, è lecito sospettare, agiscano in sintonia con i due di cui sopra. Si arriva poi al Consiglio Centrale della DC dove, in sede di dibattito, si delineano due linee: quella dei restauratori (Gatti-Podeschi) e quella degli innovatori (Valentini). Sconcertante la versione anticipata e falsa che qualche pataccaro spregiudicato fornisce ai giornali, facendo intendere che abbiano prevalso i primi. Ultima tappa, le elezioni nelle sezioni di Partito per la scelta dei delegati al Congresso DC che vedono nominati, in un modo preponderante e forse anche inaspettato, gli iscritti vicini alle posizioni di Valentini. Se tutto quanto descritto è successo e non è un’allucinazione collettiva, se ne deduce che la bomba ad orologeria che si stava preparando per il Congresso è stata disinnescata non per un’improvvisa esplosione di concordia, ma grazie al fallimento delle trame dei restauratori (oggi tifosi accaniti del Segretario uscente) e grazie alle capacità di Valentini di far passare una linea vincente, capace di convincere e compattare.
Adesso, tutti dicono di riconoscersi, senza riserve, in questa linea, ma certamente c’è chi mastica amaro. Le molte anime della DC ci hanno abituato a sorprese e colpi di scena. Attendiamo gli esiti dell’Assise democristiana per tirare le conclusioni ed immaginare il futuro che ci aspetta.
San Marino oggi riporta la posizione di Sinistra Unita contro il bilancio: “Presenteremo una contro-finanziaria”. Che SU faccia, doverosamente, il suo mestiere di opposizione sparando a pallettoni contro la finanziaria proposta dal governo di cui chiede il ritiro, è cosa assolutamente legittima. Ci mancherebbe altro! Al tiro a bersaglio si esercitano anche, masochisticamente, esponenti della stessa maggioranza! Che SU invochi: “provvedimenti che tocchino i triangolatori, gli speculatori, i trafficanti di licenze, i fatturieri, i demolitori del territorio, gli approfittatori della manna pubblica, i privilegiati e i farabutti di ogni specie” è cosa buona e giusta. Magari, se ci passassero il compito per copiare le misure di contrasto che hanno escogitato per colpirli, gliene saremmo grati! Che SU si dichiari pronta ad elaborare, in 15 giorni, una controfinanziaria in grado di sostituire quella presentata e che sia una panacea per i mali che affliggono il Paese, non solo è un’utopia, per altro tipica del suo credo, ma un’operazione degna degli incantesimi di mago Merlino. Tra i sette nani, i Gatti con gli stivali, l’uomo mascherato, Paperon dè Paperoni, Diabolik, Pinocchio ecc, saremmo già al completo con i personaggi tratti dalla fantasia. Forse sarebbe meglio rapportarsi con la realtà, anche se dura.
L’Informazione propone una lunga intervista a Clelio Galassi in cui l’esponente DC si addentra, a tutto campo, nei temi politici di attualità su cui si concentra l’attenzione dell’opinione pubblica. L’analisi è molto lucida ed argomentata e fornisce risposte puntuali ad interrogativi anche spinosi e complessi. Al termine del pezzo, l’intervistatore chiede a Galassi se si candida a ricoprire incarichi. Questa la risposta: “anche nella politica, come nella vita, ogni stagione ha i propri frutti. Io, da tempo, ho sottolineato la disponibilità a dare il mio contributo dove richiesto, senza andare a ricercare né incarichi politici, né prebende. E’ una scelta che ho fatto da 10 anni e continuo a confermarla”. Caso lodevole e più unico che raro di rinuncia all’appartenenza alla categoria dei dinosauri in carriera. Peccato, perché Clelio ha rappresentato, negli ultimi anni, un esempio singolare di positiva evoluzione della specie, cosa che potrebbe portare buoni frutti anche nell’attuale stagione di sofferta carestia.